Il Bosco di Scorace (SIC - Sito di Importanza Comunitaria), il cui nome deriva dal termine di origine bizantina Arcudaci, riferito prima ad un casale arabo e poi ad una baronia, era composto in origine esclusivamente da querce da sughero per circa 1800, la maggior parte delle quali sono state abbattute nel periodo post-bellico (1944-45).
Situato nel Comune di Buseto Palizzolo sulla strada provinciale che conduce a Segesta, rappresenta ad oggi una delle aree naturalistiche più interessanti della provincia di Trapani, 750 ettari di verde costituito da querce da sughero, pini, cipressi, lecci, roverella e da numerose piante della macchia mediterranea, come il corbezzolo, mirtillo, prugnolo, biancospino, perastro, phillyrea latifoglia, ginestra, pungitopo, particolari specie di funghi come la Amanita Cesareo ed il Porcino Nero, cespugli di erbe aromatiche, fiorellini di campo, roveti carichi di more che ospitano conigli, lepri, istrici, cinghiali ecc. Nelle aree attrezzate è dotato di parcheggi auto, aree interne con panche, tavoli rustici e posti cottura, giostre, altalene e scivoli dislocati negli spazi liberi per i bambini. Sentieri naturalistici che portano al laghetto collinare un vero paradiso a 646 metri di altezza, dal quale è possibile ammirare un panorama di rara suggestione: Bruca, frazione a vocazione agro-pastorale del Comune di Buseto Palizzolo, Segesta con il suo anfiteatro e il suo tempio si presentano sullo sfondo; a destra lo storico colle di Pianto Romano su cui incombe la Montagna Grande ed, a sinistra, il Monte Inici; chiudono lo scenario, a Nord, il Monte Sparagio a mezza costa quasi del quale si arrocca il castello dei baroni di Bayda, e la visione del golfo di Castellammare. Scendendo a quota 620, a due Km verso levante, qui il panorama verso Buseto Palizzolo, è tutto diverso: ai piedi dell’osservatore si estende una pianura circondata da colli ondeggianti; i colori estivi sembrano appartenere alla tavolozza di un pittore: i verdi dei vigneti, gli ocra scuri dei campi già falciati ed i gialli cromati di quelli da falciare, i verdi spenti e biaccosi degli oliveti e le macchie policrome che più o meno intense costellano il piano e corrispondono a case o ad antiche “masserie”, formano un quadro d’intensa bellezza.





